Sito denuclearizzato

domenica, 24 febbraio 2008

Gli italiani

copj13.asp"sono radicalmente cambiati, i loro valori positivi non sono più i valori sanfedisti e clericali ma sono i valori dell'ideologia edonistica del consumo e della conseguente tolleranza modernista di tipo americano. L'Italia contadina e paleoindustriale è crollata, al suo posto c'è un vuoto che aspetta di essere colmato da una completa borghesizzazione americaneggiante falsamente tollerante"  

Pier Paolo Pasolini _10 giugno 1974 ."Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia"_in Scritti corsari_Garzanti


All'indomani del referendum che respingeva l'abrogazione della legge sul divorzio, primo gradino di una rivoluzione mica tanto silenziosa dei costumi italiani che di lì a poco sarebbero approdati all'aborto volontario, Pasolini realizzava l'ennesima pagina corsara, ancora estremamente attuale, a più di trent'anni dalla sua formulazione: tra i pochi intellettuali di sinistra schierati contro quel cambiamento epocale, ebbe l'onestà di leggere nel modo più sensato quel risultato che il Pc interpretava come una grande vittoria dell'ideologia di partito sul clericalismo della Dc fanfaniana.
I valori degli italiani stavano decisamente sfumando nel riflusso, ripiegandosi sull'edonismo consumista.
L'idea dell'estensione del benessere, dunque dei diritti personali, stava assomigliando sempre più ad un tritacarne relativista. Relativista nel modo meno intelligente, portando in seno la dissoluta  "libertà del sé", che altro non è che  l'asservimento  al feticcio, l'affronto diretto del tabù, che genera superficiali conclusioni.
Così ora il divorzio è doveroso, guai se no, e  la 194 è necessaria, è una pietra miliare dell'emanicpazione.
Emancipazione di una società da sé stessa.
E guai se così non fosse, perché dinamiche complesse all'orizzonte designano la sua eventuale abrogazione come una china dalla quale non si risalirebbe più.
Giusto difenderla, dunque.
Perché ancora una volta la strumentalizzazione è politica, ammicca al Vaticano che governerà con Veltrusconi, mira ad ottenere i consensi di una lobby sempre più radicale e potente.
Non se ne discute nemmeno di tarare la bilancia del dibattito su qualcosa lontanamente simile a quanto scritto da Pasolini 34 anni fa.
Come dire: ormai al largo, si resti a galla.
postato da: DueA alle ore 19:09 | link | commenti
categorie: pasolini, pc , dc , pd , scritti corsari, pdl , l194 aborto
sabato, 09 febbraio 2008

Into the wild

an aesthetic voyager


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whose home is the road
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Non è una banalità, per parte mia, se affermo che il nuovo film di Sean Penn è probabilmente il più bel film
che abbia mai visto finora.
Ho dovuto convincere per parecchi giorni un po' di amici a venire a vederlo, alla fine la "congiuntura" è avvenuta di giovedì, al Santa Lucia, incredibilmente l'unico cinema di Lecce che ha proiettato questa intensa pellicola, per altro in una sala per pochi intimi.

Il personaggio su cui è basata la vicenda, Christopher McCandless, è realmente esistito e questo film è la trasposizione cinematografica del libro che ne racconta la  straodinaria esperienza ("Nelle terre selvagge" di Jon Krakauer,ed. Il Corbaccio).
Il neolaureato Chris è un vulcano di sentimenti  e di citazioni letterarie, da Byron a Thoreau e ancora London, Tolstoj e Pasternak.
E' inevitabile che la sua purezza lo renda insofferente verso quel sistema del quale si appresta a divenire
un supino subalterno, senza contare la rabbia che la sua storia personale ha scavato in lui nei suoi
più remoti -e selvaggi- pensieri.
Dopo aver donato tutti i suoi soldi ad un'associazione benefica, Chris parte con la sua macchina scassata in giro per gli Usa finché, appiedato, non "rinascerà" sotto il nome di Alexander Supertramp.
Sui suoi trampoli, dunque, vagabonderà per due anni, attraverso meravigliose avventure ed incontri straordinari, finché, sulla falsariga di Thoreau, non deciderà di vivere la sua ascetica esperienza in Alaska allo scopo di raggiungere la saggezza: "la battaglia finale per uccidere il falso sé interiore e concludere trionfalmente la rivoluzione spirituale".

Vi è un incanto nei boschi senza sentiero
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra
In riva all'acque del mare profondo
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde
Non amo meno gli uomini ma più la natura
                                                              Lord Byron




Freedom è una parola da pesare ed impugnare anche contro i termini (stretti) di famiglia, società,religione,controllo,prudenza: è questa la convinzione di partenza di Alex, che riuscirà nei suoi scritti
a vincere la paura, la solitudine, la rabbia e a perdonare, concludendo che nessuna esperienza vale la pena di essere vissuta senza condivisione.
Verità ultima cui arriverà attraverso l'ottimo consiglio di Pasternak, quello di chiamare le cose con il proprio
nome, dunque Alex ritornerà Chris, il cerchio si chiude, l'emozione ed il messaggio arriva vitale allo spettatore/attore di ogni spettacolo.

Più della grande e spesso scherzosa regia, più delle calde musiche di Vedder, voce dei Pearl Jeam, sono stato colto sul vivo dai fortissimi temi affrontati, dalla spiritualità del personaggio, dal suo candore persino di fronte all'amore. A guardarlo saltellare sui tronchi spezzati sembra di trovarsi di fronte alla ferinità innocente del Mowgli di Kipling.
Questo film è in fondo un prodotto magistralmente confezionato, ma questo aspetto passa in secondo piano se la speranza è che parli con la sua forza profonda alla confusa precarietà della nostra condizione.
Umana, in primo luogo, per questo tesa alla profondità.
lunedì, 04 febbraio 2008

Dove eravamo rimasti?

4








"La cronologia è la storia degli imbecilli".
Balzac


Tra qualche giorno sarò qui, esami permettendo.
Nel frattempo, giusto per stare aggiornati e risultare antipatico a qualcuno, mi cito da solo, per chi già mi conoscesse e per chi non gliene può fregar di meno.
Componimenti su SalentoPoesia
Un pezzo di critica sempre lì
I miei pezzi per Peacelink E per L'imPaziente on-line
Il sito della mia associazione E del suo nuovo e bellissimo forum
Infine un tributo al vecchio potlac
Ed al vecchio DueA.

No,non sono tornato a Praga negli ultimi tre anni, ma questa immagine ha a che fare con questa cosa qui.

A presto,
DueA


postato da: DueA alle ore 19:13 | link | commenti (2)
categorie: poesie, articoli, critica, balzac, aufieri