Sito denuclearizzato

domenica, 04 maggio 2008

Una poesia di Peppino Impastato


foto03
E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

Giuseppe Impastato, La nostra consunta giovinezza

 
postato da: DueA alle ore 23:18 | link | commenti
categorie: poesia, mafia, sicilia, palermo, giovinezza, peppino impastato, i cento passi, cinisi